Oggetto: Opere di completamento del Lungomare S.Vito per €. 2.000.000,00 ultimate il   19/04/2009 e non collaudate; Pavimentazione piazzale antistante la Chiesa di      S.Vito a mare per €. 250.000,00 ultimata il 13/06/2011.


I fatti

Nel lontano 1988 veniva affidato all’arch. Giuseppe Tumbarello, con atto di Giunta N. 2904 del 14/09/1988, l’incarico di progettazione e direzione lavori di cui in oggetto.

Il progettista incaricato, in aggiunta alle opere già realizzate nel 2005, presentava all’Amministrazione comunale un progetto di completamento del Lungomare S.Vito fino alla Chiesa di S. Vito a mare per un importo di €. 2.000.000,00; di cui €. 361.288,09 per oneri tecnici (che sembrano essere decisamente eccessivi, con molta probabilità per presunta errata applicazione delle tabelle degli onorari; se ciò fosse acclarato, comporterebbe una presunta appropriazione indebita per €. 92.886,10 - legge 02/03/1949 n. 143), i cui lavori sono stati ultimati il 19/04/2009, ma ancora ad oggi non ci risultano collaudati, presentando peraltro vari difetti di costruzione.

Infine dopo 21 anni dall’incarico di progettazione con atto n. 217 del 31/12/2009 la giunta Cristaldi approvava un progetto di sistemazione dell’area antistante la Chiesa di S.Vito a Mare (completamento del completamento precedente) per l’importo di €. 250.000,00 di cui oneri tecnici per €. 59.905,26 su importo di lavori a base d’asta di €. 162.657,54, consistente nella pavimentazione del piazzale antistante esteso mq. 1.476,12.

Le criticità riscontrate

A) Riteniamo gli incarichi richiamati illegittimi, perché in disaccordo con le sopravvenute leggi sugli appalti:

-     Legge 11/02/1994 n. 109 coordinata con la L.R. 7/2002 e 7/2003;

-     Legge Regionale 29/11/2005 n. 16, in vigore dal 03/012/2005, che ha eliminato la possibilità di affidamento diretto su base fiduciaria anche per importi inferiori a 100.000,00 Euro.

B) Riguardo ai lavori di pavimentazione del piazzale antistante la Chiesa di S.Vito a mare facciamo notare quanto segue:

1)     È stata realizzata una rete fognaria e canaletta di scolo per raccolta acque piovane da immettere nella rete fognaria, del costo di €. 16.437,69, palesemente non utile al funzionamento dell’opera, anzi rappresentante un evidente spreco di pubblico denaro. E’ di tutta evidenza, infatti, che convogliare l’acqua piovana, di per sé non inquinante né inquinata. in fogna, avendo a pochi metri il mare è una soluzione tecnica improvvida.

2)     E’ stata liquidata una parcella di coordinamento alla sicurezza in fase di progettazione per €. 6.056,66 non commissionata al progettista.

3)     E’ stato liquidato un onorario di progettazione e di direzione lavori maggiorato per errata attribuzione della tabella classe I/d (palazzi e case etc.) invece della VI/a (strade).

4)     E’ stato liquidato un onorario pari a € 3.633,00 per redazione perizia di variante e suppletiva non necessaria.

5)     E’ stata disattesa, a nostro parere, la legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

Facciamo notare che, limitandosi alla sola pavimentazione del piazzale, il presunto danno erariale è di €. 48.865,44 così distinti:

•     per €. 16.437,69 per la realizzazione dell’inutile fognatura e,

•     per €. 32.427,75 per la maggiorazione della parcella, oltre all’eventuale probabile ribasso d’asta sull’incarico di progettazione, se non fosse stato affidato in forma diretta e fiduciaria.

In attesa di leggere le V/s determinazioni su quanto portato alla vostra attenzione, porgiamo distinti saluti.

Centro Studi “La Voce”

Il Presidente

geom. Girolamo Pipitone


Di Seguito, alcuni documenti relativi al Centro Studi "La Voce"



Al Signor Sindaco

Al Consiglio Comunale

Al Segretario Generale

Al Dirigente 3° Settore

Al Collegio Dei Revisori dei Conti

Al Nucleo di Valutazione

   epc        Agli Organi di Stampa

Loro Sedi


Prot. n. 21 - 06/08/2014

OGGETTO: Oggetto: Lavori di sistemazione della Via Salemi in Mazara del Vallo, ultimati il 10 maggio 2010 del costo complessivo € 3.790.000,00. Richiesta urgente di chiarimenti sull’incremento dei costi, su evidenti anomalie nella realizzazione dell’opera e, in particolare, sulla non effettuazione del previsto collaudo.




  •  

Premessa.

La vicenda di cui in oggetto inizia nel lontano 1986 con l’assegnazione di un incarico fiduciario affidato all’Architetto Giuseppe Tumbarello per la progettazione e direzione lavori di sistemazione della richiamata Via Salemi in Mazara del Vallo.

Questo affidamento fu dichiarato illegittimo dalle competenti istituzioni per mancanza di competenze ingegneristiche dell’architetto designato.

L’evidente anomalia fu sanata nel 1988 associando nell’incarico di progettazione e direzione lavori l’Ingegnere Nicolò Sardo, lo stesso che oggi riveste la prestigiosa posizione di esperto tecnico del Sindaco Cristaldi.



  •  

Incremento dei costi; fatti salienti.

a)      Nel corso dell’iter realizzativo sono state necessarie ben 3 (tre) varianti. Con la prima di esse le competenze tecniche di progettazione e direzione lavori sono letteralmente “lievitate” da € 278.036,41 a € 512.205,72  con un incremento dell’84% (ottantaquattro percento!).

b)      Si è inoltre approvata una proposta di accordo bonario con l’impresa esecutrice dei lavori che aveva avanzato riserve per le variazioni intervenute nel corso dell’iter realizzativo e per l’indisponibilità nei tempi previsti delle aree su cui eseguire le opere. L’accordo raggiunto ha fatto sborsare al Comune di Mazara del Vallo la ragguardevole cifra di € 240.000,00 + IVA.

N.B. Una lettura attenta delle riserve avanzate per iscritto dall’impresa e riportate nel Registro di contabilità del Comune, sembra dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio  l’imputabilità del danno subito dall’impresa ai tecnici incaricati.



  •  

Anomalie più evidenti riscontrabili nella realizzazione dell’opera:

a)      difformità alla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche:

i     maggiore altezza dei marciapiedi rispetto ai vincoli di legge;

ii    pendenze delle rampe di scivolo per disabili non a norma;

iii dislivello tra rampa di scivolo e manto stradale non consentito dalla norma e  rappresentante anche un evidente pericolo per l’incolumità dei pedoni;

b)     pavimentazione marciapiedi:

-          mattoni staccati per difetto di costruzione;

-          gli stessi mattoni non sono antiscivolo, mentre a capitolato era prevista questa caratteristica;

c)      crepe sul manto stradale;

d)     botole fognature sprofondate;

Si segnala inoltre che, pur in assenza di collaudo, la sede stradale è stata oggetto di vari  interventi per attraversamenti.



  •  

Collaudo non effettuato:

Il collaudo obbligatorio entro i tempi massimi previsti, è in particolare disciplinato dall’art. 22 della L.R. 7/2002 e ha lo scopo di verificare e certificare che l’opera o i lavori siano eseguiti a regola d’arte e che i dati risultanti dalla contabilità e dai documenti giustificativi corrispondano fra loro e con le risultanze di fatto.



  •  

Chiarimenti necessari a fronte di quanto esposto ai punti da 2 a 4.

·         Punto 2 sub a).

Si richiede di conoscere, per la necessaria trasparenza degli atti dell’amministrazione comunale, le motivazioni di dettaglio che hanno incrementato dell’84% gli emolumenti dei tecnici incaricati.

·         Punto 2 sub b).

Si richiede di conoscere i motivi per cui le amministrazioni succedutesi nel periodo e, in particolare l’amministrazione del Sindaco Cristaldi, sindaco attualmente in carica, non abbiano provveduto, né stiano provvedendo, a verificare le eventuali responsabilità dei tecnici incaricati e la rivalsa sugli stessi per il danno erariale emerso.

·         Punto 3.

Si chiede di conoscere cosa intenda fare l’amministrazione per l’eliminazione delle anomalie segnalate, su quali soggetti pensa di rivalersi e con quali modalità.

·         Punto 4.

Si chiede quando codesta Amministrazione intenda sanare il vulnus della mancanza di collaudo dell’opera, anche al fine di dissipare i dubbi emergenti nell’opinione pubblica sulla non collaudabilità dell’opera stessa in particolare per le anomalie segnalate al punto 3.

Si ricorda a tal proposito che altre opere sono ancora in attesa di collaudo; valga per richiamarle tutte la Passeggiata del Lungomare San Vito ultimata nel 2009 per costi complessivi di € 2.000.000,00 oltre oneri tecnici per € 351,396,13.

In attesa di vostro sollecito e ineludibile riscontro, inviamo

Distinti saluti

                                                                                                            Il Presidente

                                                                                                        Girolamo Pipitone




                                                                                     Ai Signori Sindaci

Ai Presidenti dei Consigli Comunali

Ai Consiglieri dei Comuni di:

Petrosino

Mazara del Vallo

Castelvetrano

Partanna

Gibellina

Santa Ninfa

Salemi

Vita

Poggioreale

Salaparuta

e.p.c  agli Organi di stampa

Prot. n. 27 - 18/09/2014


Oggetto: presunto danno erariale cagionato dagli Amministratori della Società Belice Ambiente, conseguente anche al            mancato “Controllo Analogo dei Sindaci Soci”. Recupero dello stesso danno.

Premessa


               E’ di recente divulgazione la notizia che alcuni Sindaci dei Comuni soci della Belice Ambiente ATO-TP2 eletti dopo la gestione Truglio-Macaddino, hanno deciso di porre la parola fine a questo modello fallimentare di gestione rifiuti.

               La Società Belice Ambiente in questi dieci anni di operatività, ha compiuto attività in assoluta segretezza (cosa che potrebbe far nascere il sospetto che esistesse la volontà di non far venire alla luce le evidenti forzature e/o malefatte vere e proprie compiute da Amministratori che non hanno dimostrato adeguata competenza per l’incarico che dovevano svolgere), ha provocato ai Comuni Soci, quindi ai cittadini, un danno enorme che dovrà essere quantificato e, ove consentito dalle leggi, recuperato.

               Alla luce delle risultanze di gestione faticosamente raccolte, perché segregate dall’Avv. Truglio Amministratore Unico e stranamente non pubblicate sul sito istituzionale, riteniamo doveroso informarvi sull’attività della Belice Ambiente.

Inquadramento normativo.

            La Belice Ambiente costituita il 22/12/2002, con capitale interamente pubblico, inizia la gestione del servizio di igiene ambientale nel 2004, affidata dai Comuni Soci alla stessa società in forma diretta, senza evidenza pubblica, per una gestione in <<house>> del servizio.

            Questo modello di gestione che sarebbe stato difforme alle direttive comunitarie, viene legittimato con l’istituzione del “Controllo analogo” sulla società da parte dei Comuni Soci.

            Con l’introduzione del controllo analogo i Sindaci soci assumono  il potere di dettare le linee strategiche ed anche le scelte operative della società in house, i cui organi amministrativi vengono, pertanto a trovarsi in posizione di vera e propria subordinazione gerarchica.

            Si tratta di un potere di comando direttamente esercitato sulla gestione dell’ente con modalità e con intensità non riconducibili ai diritti che normalmente spettano al socio in base alle regole dettate dal Codice Civile e tali che, appunto, agli organi di gestione della società non resta affidata nessuna rilevante autonomia gestionale.

            Tale caratteristica basta a rendere evidente l’anomalia del fenomeno “In House” nel panorama del diritto societario.

            Tale potere è stato affidato dai Soci all’Assemblea di Coordinamento Intercomunale, allo scopo di coinvolgere i sindaci nella gestione, affinché esercitassero sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi ex art. 113 comma 5 lett. c D.lgs. 267/2000.

            Primo Presidente dell’Assemblea di Coordinamento Intercomunale è stato eletto il Sindaco di Gibellina Avv. Vito Bonanno, dimessosi il 27/02/2009 per ricoprire la carica di Direttore Generale della stessa Società (strano alternarsi di cariche di un controllore che diventa soggetto controllato) e sostituito dal Dott. Gianni Pompeo Sindaco di Castelvetrano a sua volta, dal 24/05/2010, sostituito dall’ex Sindaco di Partanna Giovanni Cuttone sino alla fine del mandato.

Gli interventi dell’Autorità giudiziaria e la poco edificante storia di gaia amministrazione a danno dei cittadini:

            In questi ultimi anni l’Autorità Giudiziaria si è occupata della Belice Ambiente  e sono stati emessi parecchi Avvisi di Garanzia nei confronti di Amministratori, Sindaci e dipendenti, per reati che vanno dall’abuso di ufficio alla turbativa d’asta, dal falso in atto pubblico e tentata truffa all’associazione a delinquere finalizzata all’emissione di fatture false intestate a persone inesistenti (per quest’ultimo reato è in corso il processo presso la Procura di Palermo).

In particolare:

-          È stata già accertata dalla Corte dei Conti (Delibera n. 199/2010/PRSP), una appropriazione indebita da parte dell’Amministratore Delegato della società dal 06/07/2006 al 27/05/2010 Avv. Truglio relativamente al proprio compenso.

-          Sono stati quantificati da parte del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Mazara le somme da recuperare dall’Amministratore Avv. Truglio in €. 140.456,67.

Inoltre:

-          sono da restituire da parte di Truglio i contributi versati dalla Società alla Cassa Forense perché la carica di Amministratore Delegato era incompatibile con l’iscrizione alla Cassa;

-          sono da restituire da parte del Truglio €. 20.000,00 liquidatosi quale indennità di risultato (falsato da emissioni di bollette false e fatture di servizi ai Comuni mai fatti);

-          sono stati rimborsati a Truglio, per ristorante ed altro, la cui legittimità non ci risulta verificata, ingenti somme di denaro;

-          la Società Belice Ambiente si è avvalsa, per l’utilizzo di operatori ecologici, della Società “Manpower” per €. 2.898.876,00,  società scelta senza gara di evidenza pubblica con un maggiore costo di €. 4,77 l’ora più IVA pari a €. 740.121,18. Il tutto e stranamente  in concomitanza delle elezioni provinciali del 2008 e comunali del Comune di Mazara del Vallo del 2009;

-          sono stati frazionati gli importi delle forniture di fatto eludendo la legge sugli acquisti di beni e servizi, invitando tre ditte (da sospettare, se si fosse malfidati, un accordo fra gli stessi) per non ricorrere così a gare di evidenza pubblica;

-          sono stati elargiti contributi ad associazioni ed a Enti ecclesiastici (parrocchie) perché vicini ai Sindaci soci, con quale coerenza, rispetto allo scopo della società, che non siamo riusciti a cogliere;

-          sono stati elargiti incentivi non dovuti a dipendenti per parecchie decine di migliaia di euro;

-          sono stati acquistati attrezzi e autocompattatori usati, in pessime condizioni e quasi fuori uso (o fuori uso del tutto all’atto dell’acquisto?), tanto che alla data odierna sono stati già rottamati.

-          è stato affidato il servizio di recupero delle tariffe di igiene urbana alla Società “Maggioli Tributi” con previsione di un compenso di due milioni di euro. Su questo appalto sono stati emessi cinque Avvisi di Garanzia fra cui uno avente per soggetto il già citato Truglio;

-          sono stati frazionati gli appalti relativi ai lavori di costruzione del “Polo Tecnologico” di Castelvetrano, lavori per un importo complessivo di €. 7.667.558,48 (fondi U.E.). Ad alcuni appalti ha partecipato una sola ditta con ribassi d’asta irrisori ( 0,02 % - 0,15 %), coinvolgendo persino dirigenti dell’ex Agenzia Regionale Rifiuti e Acque di Palermo;

-          l’Amministratore Unico Avv. del Lavoro Truglio (per inciso legale del sindacato U.I.L.), dopo l’entrata in vigore delle leggi 2/2007 e 6/2009, ha proceduto, in contrasto con le citate leggi (che per la sua attività avrebbe dovuto conoscere a fondo), e senza un piano aziendale ad assunzioni di personale sia  per mansioni amministrative che quali operatori ecologici per centinaia di unità, personale spesso riconducibile ad attivisti politici stranamente, per la storia gloriosa di questo partito, in massima parte vicini al Partito Democratico.

 La stragrande maggioranza di queste assunzioni è avvenuta con contratto a tempo determinato che  successivamente per intervenuta sentenza, si è dovuto trasformare in contratto a tempo indeterminato.

Spiccano fra i dipendenti amministrativi, il fratello del segretario del PD di Mazara del Vallo e addirittura il segretario politico del PD di Campobello di Mazara, nonché il Rag. Nicosia, socio in affari di Truglio, per alti meriti professionali (?) divenuto dirigente di Belice Ambiente. Tutti costoro sono stati assunti per sentenza emessa dall’Autorità Giudiziaria.

            In verità tutte le assunzioni fatte dal Truglio a tempo determinato sono state riconosciute assolutamente illegittime dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Marsala, che ha dovuto accogliere i ricorsi, riammettendo in servizio tutti i ricorrenti già assunti a tempo determinato, trasformandolo in contratto a tempo indeterminato.

            Dalla lettura delle sentenze si evince che il Giudice ha ritenuto “nulle” le clausole oppositive del termine.

            Oltre ai vari contratti di lavoro subordinato a tempo determinato trasformati in contratto a tempo indeterminato, per violazione della disciplina di cui al Decreto Legislativo n. 368/2001, con riguardo ad alcune controversie, il Giudice del Lavoro ha ritenuto da convertire alcuni contratti di collaborazioni a progetto (perché privi di un effettivo progetto, ovvero perché i soggetti, nonostante il progetto, erano stati adibiti a mansioni diverse).

            Ciò ha comportato l’incremento sproporzionato e non precisabile, in particolare di dipendenti amministrativi, tutti valorizzati con varie progressioni di carriera (anche se ad una lettura sicuramente superficiale dei curricula sembrerebbero essere semi-analfabeti)

La conseguenza realmente drammatica è che la dotazione organica è ben superiore alle reali esigenze della Società, con notevoli maggiori costi.

Una domanda ci sembra d’obbligo: è ipotizzabile una Class Action da parte dei consumatori, nei riguardi di tutti i soggetti interessati, per il conseguente incremento delle tariffe da loro sopportato? Secondo alcuni esperti da noi interpellati, ciò non solo è possibile, ma ha anche una notevole possibilità di successo!

Ai costi richiamati vanno aggiunti i costi conseguenti alle spese legali per la costituzione in difesa della Società, ovvero: spese di soccombenza, nei casi in cui la Società è stata già condannata in primo grado e spese per il ricorso al giudice di secondo grado.

            Inoltre, nel caso di condanna della Società, vanno considerate le spese legali di controparte, il reinserimento del lavoratore e il riconoscimento di varie mensilità o livelli superiori, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali (stimabili in circa €. 20.000,00 per dipendente).

            Da un’attenta analisi dei fatti verificatesi, sembra essersi realizzato quello che è conosciuto come il “Progetto Macaddino” Sindaco di Mazara del Vallo dal 2004 al 2009 di professione sindacalista U.I.L. ovvero:

  •  

si creano posti di lavoro (quindi potenziali voti) aggirando le precise norme che vietano le assunzioni a tempo determinato,

  • il dipendente, dopo la chiusura del rapporto a tempo determinato ricorre contro il provvedimento per essere riassunto, affidando l’incarico ad un legale di fiducia che, casualmente spesso risultava essere un collaboratore dello studio Truglio,
  • la Belice Ambiente nominava casualmente un avvocato professionalmente vicino a  Truglio ed infine,
  • il dipendente, casualmente, si iscriveva nel sindacato U.I.L. di Macaddino e Truglio.

Un fatto inoppugnabile: nel 2009 i sindacati rappresentanti dei lavoratori SIADEL, UGL, USCI, CGIL e CISL, tutti insieme hanno incassato trattenute per iscrizioni dei lavoratori al loro sindacato pari a €. 11.916,00, mentre la UIL da sola ha incassato €. 15.922,00.

           

Il meccanismo descritto ha creato ingenti danni erariali alla Soc. Belice Ambiente, società di capitale che, è bene non dimenticarlo,  è stato sottoscritto dai Comuni, che gestisce soldi pubblici, ovvero soldi dei contribuenti, costretti a pagare con incrementi di tasse e tariffe una gestione fallimentare che oseremmo definire indegna di un paese civile.

            È da presumere che tutto questo ed altro ancora si è verificato per il mancato controllo analogo dei Sindaci soci pro-tempore, i quali definivano la Belice Ambiente  VIRTUOSA  e che difendevano la virtuosità in ogni luogo e con ogni mezzo ( ci si deve chiedere: perché mai questo interesse?).

            In particolare, pensiamo e lasciamo alla vostra valutazione che la responsabilità è da attribuire in primis ai Presidenti dell’Assemblea Intercomunale di Controllo nelle persone di

  •  

Avv. Vito Bonanno ex Sindaco di Gibellina I° Presidente difensore della gestione Truglio che così ebbe ad esprimersi “augurandosi che questa esperienza possa continuare a vivere nella nuova forma del Consorzio Comunale, dove i Sindaci continuano ad essere protagonisti, tutelando così l’esperienza Virtuosa”;

  • all’ex Sindaco Bonanno, il 27/02/2009 subentra il Dott. Gianni Pompeo (certamente un bravo medico) ma probabilmente inesperto ed incompetente quale Presidente dell’Assemblea Intercomunale di controllo. Tant’è che ha fatto la seguente osservazione “Meno male che è stato scelto Truglio che con umiltà ha saputo accettare un controllo analogo, che noi abbiamo esercitato e da quel momento io ho avuto la possibilità di essere corresponsabile nelle scelte, nei metodi, qualunque metodologia e qualunque provvedimento di spesa e me ne assumo in pieno tutta la responsabilità”.

Il Dott. Pompeo si è ricordato di dover esercitare il controllo analogo attraverso l’organo di controllo nell’Assemblea dei Soci della Belice Ambiente solamente in occasione dell’assemblea soci del 01/ aprile 2011.  Forse troppo tardi? Ai destinatari della presente la valutazione.

  •  

Al medico Pompeo il 24/05/2010 subentra l’ex Sindaco di Partanna Giovanni Cuttone, il quale ci risulta aver sostenuto e condiviso le scelte del Truglio.

            Questa allegra gestione ha fatto lievitare i costi con notevole aggravio della situazione economica-finanziaria della Società Belice Ambiente, costi che sono ricaduti e continueranno a ricadere  sui cittadini.

            Non si capisce perché ancora oggi resta impunito tanto abuso di potere e tanta pochezza professionale.

            Ma anche l’attuale gestione ci sembra essere fuori controllo; infatti non è stata rinnovata l’Assemblea di Coordinamento Intercomunale dei Soci per il controllo analogo.

A nostro parere la gestione del Liquidatore rag. Lisma non è improntata al criterio di economicità e di efficienza, ma talvolta neppure a criteri di legalità (vedasi ad esempio il non rispetto della legge dello Stato 33/2013 sull’amministrazione trasparente)

Ciò ha cagionato una smodata lievitazione dei costi di esercizio.

Sembrerebbe  che la gestione Lisma voglia rispecchiare le azioni e i criteri della precedente gestione Truglio. Ci chiediamo il perché di questa pervicace gestione: incompetenza, imperizia, altri interessi,…..?

            Alla luce di tutto quanto sopra, non si comprende il comportamento dei Sindaci soci che, essendo venuti a conoscenza di compimenti di atti illeciti da parte dell’Amministratore di Belice Ambiente Avv. Truglio, hanno omesso di promuovere azione di responsabilità sociale dinanzi al Giudice civile ai sensi degli artt. 2392-2393 e 2403 C.C..

quali Gli stessi Sindaci, addirittura in sede di Assemblea Soci di maggio 2011 hanno votato contro la proposta avanzata dal Comune di Mazara del Vallo di espletare un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex Amministratore Truglio, mentre l’illustre clinico Dott.Pompeo, lungimirante, si asteneva.

Tutto ciò premesso si invitano le autorità in indirizzo ad intraprendere, nell’interesse dei loro amministrati e per evitare di dover rispondere personalmente del danno erariale verificatosi, ogni azione di responsabilità nei confronti di:



  •  

quanti hanno amministrato la Belice Ambiente S.p.A.  ATO-TP2;

  • tutti i sindaci soci che avevano l’obbligo del controllo analogo e che non l’hanno esercitato correttamente;
  • i componenti dei collegi sindacali per il mancato controllo gestionale;
  • i vertici dell’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque che, sebbene a conoscenza dell’illegittimità degli atti richiamati, non sono mai intervenuti per porre un freno alla girandola di contributi regionali ed europei, concessi anche per una inesistente “virtuosità” vantata dalla società.

            Tanto per Vostra opportuna conoscenza.    

            Mazara del Vallo, 18 settembre 2014           

                                                                                                          Centro Studi “La Voce”

                                                                                                                    Il Presidente

                                                                                                             geom. Girolamo Pipitone


Al Signor Ministro dell’Interno

Sen. Avv. Angelino Alfano

piazza Viminale, Palazzo Viminale

00184 Roma

Agli Organi di Stampa

prot. 13 - 04/06/2014

Oggetto: doveroso commento su interrogazione presentata dai Deputati del PD         Davide Mattiello ed altri, su mancata concessione della medaglia     d’oro al valore civile al dott. Rino Germanà, Questore di Piacenza

            Illustrissimo Signor Ministro,

ho il dovere di sottoporre alla Sua attenzione la testimonianza sulla conduzione del commissariato di Polizia di Mazara del Vallo (Trapani) sotto la direzione del dott. Rino Germanà dal 1987 sino al 14 settembre 1992, giorno che fu perpetrato l’attentato nei suoi confronti.

            Non ci sono dubbi che il Germanà è stato un bravo poliziotto, ma non si può definire che sia stato un imparziale uomo dello Stato.

            Infatti con vari rapporti del Germanà, privi di verità e costruiti in modo disinvolto, come dimostrarono le successive e varie assoluzioni formulate dai Giudici nei confronti delle persone che egli incriminò, (due ex sindaci e relative giunte comunali) è stata messa sotto inchiesta tutta la classe politica della città di Mazara del Vallo ad eccezione degli uomini del Partito Comunista.

            L’azione incriminatoria del commissariato a guida Germanà, ha infine prodotto lo scioglimento del Consiglio Comunale di Mazara del Vallo; il danno economico arrecato alle casse comunali è stato ingentissimo per i rimborsi di ingiusta detenzione e delle spese legali sostenute dai politici, nonché dannosa per l’immagine della città di Mazara del Vallo.

            In considerazione di ciò, il dott. Germanà, a parere di questo Centro Studi, è stato già gratificato dallo Stato, prima con l’inserimento alla DIA di Roma e poi promosso Questore; ed infine premiato… anche dal Sindaco di Mazara del Vallo, dott. Giovanni D’Alfio (di sinistra), che gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

            In conclusione, per quanto in narrativa, che potrà verificare, ci permettiamo proporre alla S.V. Ill/ma il rigetto dell’interrogazione dei Parlamentari del Partito Democratico.                                                                                                                           

   Il Presidente

                                                                                                   geom. Girolamo Pipitone





Spett.le ANAC

Autorità Nazionale Anticorruzione

piazza Augusto Imperatore, 32

00186 Roma

  epc        Alla Responsabile della Trasparenza

Dott.ssa A. Marascia

epc                          Al Nucleo di Valutazione

   epc                                      Al Signor Sindaco

Loro Sedi

Agli Organi di Stampa

Prot. 14 - 04/062014

Oggetto: Società interamente partecipata “Belice Ambiente S.p.A.” ATO-TP2 obbligo             pubblicazione atti legge 190/2012-D.Lgs. 33/2013                           

                                                                       __________ 



            Sebbene il legislatore abbia imposto la trasparenza degli atti, con vari provvedimenti a partire dalla legge 241/90 sino al D.Lgs 33/2013, ancora oggi il portale sezione Amministrazione Trasparente del Comune di Mazara del Vallo ente socio al 33,33%  e quello della “Belice Ambiente S.p.A.” non riportano nulla sulle attività di gestione in house di raccolta rifiuti urbani.

            A dir la verità l’accesso agli atti di questa società è sempre stata un’impresa non facile. Cosa avevano e hanno da nascondere? Gestiscono soldi pubblici…. dei cittadini, per fornire un servizio al cittadino.

            Poiché il Comune di Mazara del Vallo e la società Belice Ambiente non hanno tenuto conto:

1)      della legge regionale n. 5 del 5 aprile 2011, riguardante la trasparenza etc.;

2)      della legge 190/2012 disposizioni anticorruzione;

3)      del D.Lgs 33/2013 obblighi di pubblicità etc..

Attendiamo risposte ufficiali dall’ANAC e le iniziative che vorrà intraprendere nell’esercizio affidatogli dalle leggi. In attesa di riscontro.


Mazara del Vallo, 4 giugno 2014  

   Il Presidente

                                                                                                        geom. Girolamo Pipitone  



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Al geometra Salvatore Ferrara

Responsabile Unico del Procedimento

All’Arch. Alberto Ditta

Dirigente III° Settore

Alla Dott.ssa A. Marascia

Segretario/Direttore Generale

All’On.le Nicola Cristaldi

Sindaco

Mazara del Vallo

epc Agli Organi di Stampa

Prot. n. 10/2014

Oggetto: alcune osservazioni inquietanti su contenuto del bando di gara:                         

Procedura Aperta di Project Financing per l’Affidamento del Servizio Integrato Inerente la Gestione, l’Esercizio, la Manutenzione ordinaria, Straordinaria e Programmata degli Impianti di Pubblica Illuminazione e degli Impianti Semaforici, Ivi Compresa la Fornitura di Energia Elettrica, Nonché la Progettazione ed Esecuzione degli Interventi di Adeguamento Normativo, Ristrutturazione, Riqualificazione ed Efficienza Energetica degli Impianti (ART. 153, commi 1-14 del D.Lgs 163/2006 e s.m.i. – (così sostituito dall’art. 1 comma 1 lett.ee) decreto Lgs 152 del 2008 poi dall’art 59 bis legge n.27 del 2012) GARA UNICA.

                                                                       __________ 


Il bando di gara che scade in data odierna 5 maggio c.m., prevede una "coda" di adempimenti in capo all'attuale Amministrazione che li potrà completare probabilmente in "zona Cesarini", e solo con  un caotico impegno in tempi ristrettissimi, inusuale per una Amministrazione in scadenza, che dovrebbe, invero, garantire solo la gestione corrente.

Non capiamo con quale logica una amministrazione alla fine del proprio mandato possa arrogarsi il diritto di procedere ad una gara che prevede una convenzione trentennale per un ammontare base di € 40.800.000  (QUARANTAMILIONI OTTOCENTOMILA) pari a circa 81 miliardi delle vecchie lire!!


Ci chiediamo quali siano i motivi per i quali si è voluto imprimere una accelerazione così vistosa ad una gara che, come vedremo, è talmente mal strutturata da comportare la quasi certezza che non potranno essere salvaguardati gli interessi superiori della città.

La durata temporale dell’affidamento per un trentennio e' inaccettabile, perché rischia di precludere la possibilità di beneficiare di una evoluzione tecnologica che l'illuminotecnica sta vivendo in questi anni e che perdurerà nei prossimi 5 – 10 anni.

E’ ormai certo che assisteremo a una vera rivoluzione, che avrà un grande impatto sui consumi energetici e sull'inquinamento luminoso, che dovrebbe essere il tema principale del bando; riteniamo pertanto che la durata delle concessione trentennale debba essere ridotta significativamente, riservandosi l’Amministrazione futura modifiche contrattuali in funzione dell’evoluzione tecnologica.


L'UE non a caso incentiva l'utilizzo di tecnologie a basso e bassissimo consumo, riconoscendo rimborsi a chi investe, se in grado di acquisire i "certificati bianchi" legati a parametri oggettivi misurabili. Chi incasserà questi incentivi e perché nel bando non se ne fa menzione?


Il bando, volendo essere buonisti, ha almeno i seguenti punti di criticità:

- nessun rilievo analitico del parco impianti e del loro stato funzionale ed energetico; informazioni che dovrebbero essere a conoscenza degli organi tecnici preposti e che dovrebbero costituire elementi fondamentali di valutazione per le imprese in gara, paradossalmente, invece, vengono richiesti ai partecipanti.

E’ evidente il rischio di favorire, pur non volendolo, chi ha gestito finora la rete, che ne conosce a fondo le caratteristiche.


- nessun riferimento ad un piano di sviluppo futuro della rete, ne' alla modalità di effettuazione degli interventi, se non generica e per nulla vincolante;

- nessun PRIC (Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale) a supporto, piano che dovrebbe stabilire, almeno per la rete stradale esistente, le specifiche di illuminazione da rispettare per ogni strada o porzione di essa. Come si possa espletare la gara senza aver stabilito cosa in concreto il Comune vuole realizzare per l’interesse dei cittadini è davvero misterioso!

Non si può demandare al buon cuore dei partecipanti alla gara una proposta di piano che deve invece avere il suggello del consiglio comunale per le implicazioni trentennali che comporta;


- nessuna indicazione sulle tecnologie utilizzabili, non solo per l'illuminazione, ma anche per servizi collaterali fornibili dai cosiddetti pali intelligenti come, ad esempio, la modulazione dell’illuminazione su singolo palo, il telecontrollo anche visivo della viabilità viciniore, l’alimentazione in corrente continua con l’azzeramento dei rischi di folgorazione.

A tal proposito è interessante quanto riportato dallo Studio di Fattibilità, posto a base della gara,  sulla sicurezza attuale della rete di illuminazione al punto 2 “Quadri elettrici”:

….omissis.. …la maggior parte dei quadri elettrici si presenta in condizioni abbastanza precarie di sicurezza e di funzionalità”. Preoccupante per l’incolumità attuale dei cittadini!

      - nessuna prescrizione per l’utilizzo di fonti rinnovabili, come ad esempio i pannelli  fotovoltaici installati sui pali, ormai di uso corrente soprattutto nelle zone ad alta insolazione. E a noi il sole non manca di certo!

- nessun vincolo sui risparmi minimi da garantire in favore dalla comunità mazarese, ne' sui servizi aggiuntivi da implementare (vedi quanto ottenibile con i pali intelligenti);

- nessun cenno al contratto di servizio ed ai punti fondamentali che dovrà contenere. Come è noto, tale contratto è essenziale per la concessione di un servizio di pubblica utilità. Anche in tal caso, invece, si chiede ai concorrenti di “proporre” una bozza di convenzione comprensiva di tale contratto, cosa assolutamente inaccettabile perché l’eventuale vincitore della gara potrà imporre le proprie condizioni, con scarsa o nulla possibilità di negoziazione da parte dell’Amministrazione!


- gli investimenti da effettuare sono ampiamente sottostimati perché il valore previsto nel bando è di € 2.000.000, ma ragionevolmente il suo ammontare non potrà essere inferiore a € 3.000.000, ovvero il 50% in più di quanto previsto, se si vorrà fare una rete realmente aggiornata per conseguire risparmi importanti.

O, forse, i risparmi non interessano a nessuno, visto che i consumi li paga la comunità?


- i risparmi previsti sono irrisori (vedi punto precedente). Si ipotizza, infatti,  un risparmio di € 80.000/anno pari al 13% dei consumi energetici, mentre è noto agli operatori del settore che gli stessi possono raggiungere agevolmente, considerando le caratteristiche della rete attuale, l’entità del 40%.

In altri termini potremmo avere minori costi energetici per € 250.000/anno !!!


- si considera la manutenzione straordinaria come componente del costo di gestione dimenticando che, se verranno fatti gli investimenti previsti, per almeno 15 anni non vi saranno manutenzioni straordinarie da effettuare. Perché presumere di pagare € 235.000/anno per una voce inesistente?!


- la manutenzione ordinaria sarà ampiamente ridotta rispetto all’attuale consuntivo posto a base della previsione contenuta nel bando di gara e che ammonta a € 395.000/anno; con quale beneficio per la comunità mazarese non e' dato sapere!

Con una stima prudente si può prevedere, invece, un risparmio, anche in funzione del totale rinnovo degli impianti, di € 100.000/anno

i consumi energetici nel piano di fattibilità,  vengono stimati sulla base del consuntivo 2010, mentre sarebbe stato necessario prevedere che dopo i miglioramenti in rete, le rilevazioni dei consumi venissero effettuati mediante la lettura dei contatori di rete, in modo che la Comunità Cittadina fosse messa in grado di usufruire degli effettivi risparmi conseguenti agli investimenti di cui, in precedenza,  si è accollato l’onere.

E' evidente che a queste osservazioni si potrebbe contrapporre l'argomentazione che la gara ha volutamente pochi paletti per attivare…. una sana concorrenza…. che proponga soluzioni avanzate e dia il massimo dei vantaggi economici.

Ma allora,  come mai e' prevista la possibilità di aggiudicazione della gara anche se parteciperà un solo concorrente: chi potrà mai essere questa fortunata impresa?!

Da un calcolo effettuato tenendo conto delle voci precedentemente analizzate, sono ragionevolmente ipotizzabili risparmi di costo nei trenta anni a venire pari a € 17.550.000  ovvero, 36 miliardi circa delle vecchie lire.

Quanti ne vogliamo cedere di questi risparmi a chi si aggiudicherà la gara?

 

Concludendo: è doveroso un caldo invito all'Amministrazione di annullare, in autotutela per evitare che si configuri un danno erariale,  immediatamente la gara, cosa prevista peraltro nel bando. Si lascerà così alla nuova Amministrazione ed ai competenti che ne faranno parte, il compito di gestire questa opportunità eccezionale, viste le evidenti e allarmanti carenze del bando.

Ricordiamo per inciso che la pubblica illuminazione grava sulla TASI e che i risparmi ottenibili da una sana gestione di questo servizio  consentono la riduzione di una tassa vissuta come iniqua e onerosa.

Mazara del Vallo, 5 maggio 2014

 Il Presidente

                                                                                                        geom. Girolamo Pipitone


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